Agricoltura Toscana: protocollo sperimentale contro il caporalato

Siglato il 5/8/2021, tra la Regione Toscana, Ispettorato interregionale del lavoro di Roma, INPS – Direzione regionale Toscana, INAIL – Direzione regionale per la Toscana, COLDIRETTI Toscana, CIA Toscana, CONFAGRICOLTURA Toscana, AGCI Toscana, Lega Regionale Toscana Cooperative e Mutue, CONFCOOPERATIVE Toscana


E la CGIL Toscana, FLAI-CGIL Toscana, la CISL Toscana, la FAI-CISL Toscana, la UIL Toscana, UIL-UILA territori toscani, il protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura per l’annualità 2021.

Le parti firmatarie del protocollo, nei limiti delle rispettive competenze, si impegnano a proseguire gli impegni assunti con il Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura, sottoscritto in data 25/10/2016 e a tal fine a operare sul territorio regionale per contrastare lo sfruttamento lavorativo in agricoltura e il connesso fenomeno del caporalato, e in particolare a:
– attivare interventi coordinati tra gli organismi pubblici di controllo e quelli paritetici di prevenzione, anche attraverso la condivisione delle banche dati e delle risorse utili a rendere più efficiente ed efficace l’azione di vigilanza nel settore agricolo;
– promuovere concrete azioni a garanzia delle condizioni di legalità nonché di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche mediante l’intervento del sistema della bilateralità;
– individuare e diffondere pratiche che, anche mediante la contrattazione decentrata territoriale e misure di semplificazione amministrativa, valorizzino e incentivino le attività economiche del settore agricolo e i prodotti d’eccellenza delle imprese che operano in condizioni di legalità e sicurezza;
– nel rispetto delle norme comunitarie in materia di agricoltura, mantenere forme di condizionalità relativa al rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori e al rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per l’accesso ai fondi europei e al mantenimento dei benefici a essi collegati.
La Regione Toscana, in particolare attraverso la Direzione Agricoltura e sviluppo rurale e la Direzione Lavoro provvederà:
– nel rispetto della normativa in vigore sulla gestione delle banche dati, a continuare l’attività di raccolta di informazioni statistiche sull’andamento del mercato del lavoro del settore agricolo in Toscana, basandosi in primo luogo sulla raccolta e lo studio di fonti amministrative quali: comunicazioni obbligatorie di avviamento e cessazione; dati INPS sulla manodopera regolarmente assunta, sulle aziende, sulle prestazioni di disoccupazione agricola e, (in forma aggregata) sull’uso dei buoni lavoro accessori in agricoltura, dati sugli infortuni, dati sulle denunce, banche dati delle aziende beneficiarie di finanziamenti pubblici, banca dati Open data riferiti alla popolazione assicurati INAIL;
– all’elaborazione dei dati raccolti, che potranno costituire la base informativa per potenziare l’azione di sostegno a progetti finalizzati all’emersione del lavoro non regolare e al contrasto all’illegalità lavorativa nella filiera agroalimentare;
– al monitoraggio dei dati raccolti finalizzato anche al collegamento tra le competenze dei diversi soggetti istituzionali, svolgendo un’azione di confronto, integrazione e divulgazione degli stessi.


Al fine di tutelare i diritti contrattuali dei lavoratori e il sistema delle imprese agricole toscane che, nelle attività caratterizzate da stagionalità, devono ricorrere a società esterne con le quali stipulare un contratto d’appalto, le parti firmatarie del presente protocollo si impegnano a redigere le linee di indirizzo rivolte alle imprese agricole contenenti le buone pratiche da intraprendere per facilitare la consapevole e corretta individuazione dei prestatori di servizi e degli esecutori dei lavori agricoli e la gestione del servizio richiesto e, ove possibile, ad apportare semplificazioni procedurali.


Il Protocollo sarà valido ed efficace dalla data della sottoscrizione sino al 31/12/2021 e potrà essere prorogato o riproposto, previa verifica dei risultati prodotti.