Ammesso il regime forfetario per il gioiellerie che inizia attività compro-oro

L’imprenditore neo-costituito che svolge attività di gioielleria in regime forfetario e, successivamente, nello stesso anno, avvia l’attività di compro-oro, per la quale è previsto come regime naturale, quello del margine, può applicare da subito anche per l’ulteriore attività il regime forfetario, atteso che non mai applicato il regime del margine (Agenzia delle Entrate – Risposta a interpello n. 48 del 2020)

Il regime forfetario è un regime fiscale agevolato rivolto alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni in possesso di determinati requisiti.
Nell’ambito delle cause ostative all’applicazione del regime forfetario, è prevista l’esclusione dei soggetti che, seppur in possesso dei requisiti di accesso, si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari di determinazione del reddito.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che tale causa ostativa opera in modo naturale ogni qual volta il regime speciale IVA è obbligatorio ex lege.
Tuttavia, la stessa causa ostativa può essere disinnescata optando, avendone la facoltà, per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari. In tal caso, l’applicazione del regime forfetario è ammessa, a condizione che l’opzione sia stata esercitata nell’anno d’imposta precedente a quello di applicazione del regime forfetario.
Ad esempio, l’imprenditore che applica il regime del margine con il metodo analitico o forfetario ai sensi dell’articolo 36, comma 3, del D.L. n. 41 del 1995, può applicare il regime forfetario, previa opzione per l’applicazione dell’imposta nei modi ordinari in riferimento all’intera attività e non alle singole operazioni.
Tale condizione interessa in particolare i soggetti preesistenti, che già esercitano un’attività applicando un regime incompatibile.
Diversa è l’ipotesi di un soggetto neo-costituito che ha adottato il regime forfetario e avvia un’ulteriore attività per cui è prevista ex lege l’applicazione di un regime speciale IVA.
Ad esempio, un soggetto neo-costituito nel 2019 che svolge attività di commercio al dettaglio di orologi, gioielleria e argenteria e applica il regime forfetario, e successivamente (nel 2019) ha avviato anche l’attività di compro-oro senza però applicare mai, agli effetti dell’IVA, il regime del margine prevista per la seconda attività.
Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non sussistendo una posizione preesistente rispetto all’annualità di inizio dell’attività, in relazione all’ulteriore attività di compro-oro, deve ritenersi applicabile da subito il regime forfetario, a condizione che non sia stato mai applicato il regime del margine.
L’adesione al regime forfetario va comunicata direttamente nella dichiarazione di inizio attività (Modello AA9/12), barrando la casella 2 “Variazione dati” del quadro A, dove viene comunicato lo svolgimento di un’ulteriore attività, e la casella “regimi fiscali agevolati” del quadro B. L’adesione al regime forfetario va poi successivamente confermata in sede di dichiarazione dei redditi mediante attestazione di tutti i requisiti necessari per l’applicazione di detto regime, ivi inclusa l’assenza delle relative cause ostative (rigo LM 21).
In tal caso, quindi, non è necessario effettuare l’opzione per il regime ordinario nell’anno d’imposta precedente all’adozione del regime forfetario; tale condizione deve intendersi riferita a soggetti preesistenti che esercitano un’attività già assoggettata al regime del margine.