Applicazione del regime forfetario alla terapista-educatrice


Per il Fisco non si ravvisano artificiose trasformazioni di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo nei confronti del medesimo datore di lavoro (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 09 ottobre 2019, n. 401)

Nell’istanza esaminata dall’Amministrazione finanziaria, la contribuente dichiara di aver aderito al regime forfettario di cui alla legge 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dall’articolo 1, commi da 9 a 11, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di bilancio 2019) e chiede un parere in merito all’applicabilità nei suoi confronti della causa ostativa prevista dall’articolo 1, comma 57, lettera d- bis) della citata Legge n. 190 del 2014.
Nel dettaglio la contribuente ha conseguito la laurea di primo livello in terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, per lo svolgimento della professione di terapista in tale area scientifico-sanitaria. Dopo l’ottenimento del titolo, la contribuente ha iniziato parallelamente due attività lavorative: da un lato, in qualità di dipendente di una Cooperativa, ha svolto attività educative e di mediazione della relazione presso alcuni istituti scolastici dell’infanzia, primari e secondari. In particolare, l’istante dichiara di aver curato l’organizzazione e la gestione di progetti educativi personalizzati, fornendo attività di sostegno in favore di bambini con disturbi neuroevolutivi e dell’apprendimento. Dall’altro, in qualità di libera professionista, ha svolto prestazioni domiciliari di riabilitazione neuropsicomotoria per alcuni minori affetti da disturbi dello spettro autistico, attraverso l’applicazione della terapia comportamentale “ABA”, riconosciuta dalle Linee Guida nazionali per il trattamento dell’autismo.
Alla luce di quanto rappresentato dall’istante, non si ravvisano per il Fisco artificiose trasformazioni di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo nei confronti del medesimo datore di lavoro; invero, nel caso in esame un’attività di lavoro autonomo svolta nei confronti di soggetti privati e a loro carico continua ad essere svolta sempre nei confronti di soggetti privati, ma a carico dell’ente pubblico per il tramite della cooperativa, datrice di lavoro dell’istante. Pertanto, si ritiene che l’istante possa applicare il regime forfetario di cui all’articolo 1 della legge n. 190 del 2014, ferma restando la sussistenza degli ulteriori requisiti previsti dalle vigenti disposizioni normative.
È appena il caso di precisare che, qualora la contribuente dovesse svolgere a favore della cooperativa un’attività effettivamente riconducibile, ai fini fiscali, a un rapporto di lavoro da cui ritrarre reddito di lavoro dipendente o assimilato a quello di lavoro dipendente, la stessa non potrebbe in ogni caso applicare il regime forfetario in esame già a decorrere dal 2019 in relazione ai predetti redditi.