CIGS: liquidazione della quota di TFR ed esoneri contributivi


Per le sole società sottoposte a procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria, destinatarie negli anni 2019 e 2020 di provvedimenti di concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale ai sensi dell’ articolo 44, DL n. 109/2018 , l’articolo 43-bis del medesimo decreto-legge ha previsto, limitatamente ai lavoratori ammessi all’integrazione salariale, l’esonero dal pagamento delle quote di accantonamento del trattamento di fine rapporto relative alla retribuzione persa e dal versamento del c.d. ticket di licenziamento. I curatori fallimentari o i commissari straordinari devono inoltrare all’INPS – avvalendosi esclusivamente del modulo di istanza on-line appositamente predisposto sul sito dell’istituto, nella sezione denominata “Portale Agevolazioni” – una domanda di ammissione all’esonero (Messaggio Inps n. 3920/2020).


L’articolo 44 del DL n. 109/2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 130/2018, ha introdotto, a decorrere dal 29 settembre 2018 e per gli anni 2019 e 2020, la possibilità di ricorrere al trattamento di integrazione salariale straordinaria per i dipendenti di aziende che abbiano cessato o stiano cessando l’attività produttiva. Con circolare n. 15/2018 il Ministero del Lavoro ha precisato che l’integrazione salariale in questione può essere riconosciuta anche in favore di imprese in procedura concorsuale.
Per le sole società sottoposte a procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria, destinatarie negli anni 2019 e 2020 di provvedimenti di concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale ai sensi del suddetto articolo 44, l’articolo 43-bis del medesimo decreto-legge ha previsto, limitatamente ai lavoratori ammessi all’integrazione salariale, l’esonero dal pagamento delle quote di accantonamento del trattamento di fine rapporto relative alla retribuzione persa e dal versamento del c.d. ticket di licenziamento.


Articolo 43-bis del D.L. n. 109/2018
Con circolare n. 19/2018, il Ministero del Lavoro ha fornito indicazioni in merito alla modalità di presentazione delle istanze e alla quantificazione del costo. Le aziende che intendano richiedere i predetti esoneri devono fornire la stima del costo già in sede di accordo presso il Ministero del Lavoro, ossia:
– la misura complessiva delle quote di accantonamento del trattamento di fine rapporto afferenti alla retribuzione persa nel corso dell’intero periodo di autorizzazione del trattamento straordinario di integrazione salariale di cui all’articolo 44 del D.L. n. 109/2018, distinta in relazione ad ogni anno civile interessato dalla CIGS;
– la misura complessiva del contributo previsto dall’articolo 2, comma 31, della legge n. 92/2012, come modificato dall’articolo 1, comma 137, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (c.d. ticket di licenziamento), da calcolare con riferimento all’anno civile in cui ricade la data di cessazione del trattamento straordinario di integrazione salariale autorizzato ai sensi del citato decreto-legge.
L’applicazione degli esoneri deve essere richiesta al predetto Ministero, unitamente alla domanda di autorizzazione del trattamento CIGS, ai sensi dell’articolo 44 del D.L. n. 109/2018 (o in sede di integrazione della stessa domanda) e il relativo decreto di autorizzazione deve indicare, sia l’ammissione alle misure di esonero sia la stima degli oneri, con separata evidenza per ogni anno di competenza, di quelli relativi al TFR e di quelli relativi al ticket di licenziamento.
Le aziende interessate, inoltre, per accedere agli sgravi dovranno presentare specifica istanza di accesso all’Istituto, per la quale si forniscono le indicazioni che seguono.


Liquidazione della quota di TFR maturato durante il periodo di fruizione del trattamento straordinario di integrazione salariale ai sensi dell’articolo 44 del D.L. n. 109/2018
Il Ministero del Lavoro ha precisato che le disposizioni di cui all’articolo 43-bis del D.L. n. 109/2018 non modificano la destinazione e l’assetto del TFR come determinati dal quadro normativo vigente; pertanto, in relazione alle specifiche caratteristiche dell’azienda e alle scelte operate dal lavoratore, il TFR potrebbe seguire le seguenti destinazioni:
a) versamento ai fondi di previdenza complementare;
b) versamento al Fondo di Tesoreria;
c) accantonamento presso il datore di lavoro.
In relazione ad ognuna delle predette destinazioni, l’INPS effettuerà il versamento ovvero l’accreditamento del TFR maturato in soluzione unica dopo la cessazione dei periodi di CISG autorizzata.


Istruzioni operative per la richiesta di liquidazione delle quote di TFR
Al fine di consentire la liquidazione del TFR ai lavoratori o il trasferimento al fondo pensione scelto dal lavoratore, i curatori fallimentari o i commissari straordinari dovranno presentare istanza di liquidazione utilizzando il servizio “TFR: pagamento diretto Fondo Tesoreria, pagamento diretto quota maturata in CIGS, dichiarazione del responsabile procedura concorsuale Fondi Garanzia”, disponibile sul portale dell’Istituto, scegliendo la prestazione “TFR su CIGS” e indicando il decreto di autorizzazione ai sensi dell’articolo 43-bis del D.L. n. 109/2018.
É possibile effettuare un’unica richiesta di pagamento per tutti i lavoratori dell’azienda. La richiesta può essere anche presentata tramite file in formato “xml” da trasmettere a mezzo di protocollo File Transfer Protocol (FTP).
La domanda potrà essere presentata a partire dal giorno successivo alla scadenza del periodo di fruizione del trattamento di integrazione salariale straordinaria.
L’importo richiesto in pagamento non potrà superare l’importo autorizzato a titolo di TFR, per il 2019 e per il 2020, nel decreto.


Esonero dal pagamento del c.d. ticket di licenziamento
Come sopra precisato, in applicazione dell’articolo 43-bis del D.L. n. 109/2018, il decreto di autorizzazione al trattamento CIGS ai sensi dell’articolo 44 del D.L. n. 109/2018 può prevedere anche l’esonero dal pagamento del contributo previsto dall’articolo 2, comma 31, della legge n. 92/2012 (c.d. ticket di licenziamento).
A scioglimento della riserva formulata con la circolare n. 40/2020, si precisa che i curatori fallimentari o i commissari straordinari delle aziende ammesse al suddetto beneficio dovranno inoltrare all’Istituto apposita istanza di autorizzazione all’esonero contributivo, secondo le modalità indicate di seguito.
Le matricole aziendali ammesse al suddetto beneficio mediante il decreto ministeriale di autorizzazione all’integrazione salariale di cui all’articolo 44 del D.L. n. 109/2018 (o tramite successiva integrazione dello stesso), saranno contraddistinte con il CA “0Q”, avente il significato precisato.
La cessazione del rapporto di lavoro dei lavoratori ammessi all’integrazione salariale, e alla quale si applichi l’esonero dal versamento del c.d. ticket di licenziamento, dovrà essere esposta nel flusso Uniemens afferente la matricola attivata a seguito della procedura concorsuale con il codice Tipo cessazione di nuova istituzione “1Z”, avente il significato di “Interruzione del rapporto di lavoro di beneficiario di integrazione salariale ex art. 44 del D.L. n. 109/2018 non soggetta al c.d. ticket di licenziamento”.


Istruzioni operative
Come anticipato, ai fini della fruizione degli esoneri previsti dall’articolo 43-bis del D.L. n. 109/2018, i curatori fallimentari o i commissari straordinari devono inoltrare all’INPS – avvalendosi esclusivamente del modulo di istanza on-lineappositamente predisposto dall’Istituto sul sito internet www.inps.it, nella sezione denominata “Portale Agevolazioni” (ex sezione “DiResCo”) – una domanda di ammissione all’esonero.
L’INPS, una volta ricevuta la domanda telematica, mediante i propri sistemi informativi centrali verifica se i lavoratori per i quali l’esonero contributivo è richiesto rientrino tra quelli beneficiari delle integrazioni salariali ai sensi dell’articolo 44 del D.L. n. 109/2018 e se l’importo chiesto è congruo rispetto a quanto sopra precisato.