Contratti di collaborazione privi di progetto, superflui gli accertamenti della subordinazione


Quando un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa sia instaurato senza l’individuazione di uno specifico progetto, non si fa luogo ad accertamenti volti a verificare se esso si sia esplicato secondo i canoni dell’autonomia o della subordinazione, operando l’automatica conversione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sin dalla data di costituzione dello stesso (Corte di Cassazione, ordinanza 17 giugno 2019, n. 16161).


Una Corte d’appello territoriale, confermando la sentenza di primo grado, aveva rigettato l’appello proposto dall’Inps al fine di ottenere la conferma della cartella esattoriale, relativa a recuperi contributivi, emessa a fronte del disconoscimento di contratti di collaborazione a progetto stipulati da una Società. La Corte aveva argomentato che l’autonomia dei suddetti rapporti di lavoro risultava ampiamente provata e che, pertanto, non sussisteva il preteso credito contributivo.
Ricorre così in Cassazione l’Istituto dolendosi del fatto che la Corte territoriale ha ritenuto che, pur mancando un progetto in relazione ai contratti in questione, non poteva operare la conversione automatica dei rapporti di collaborazione in rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, in quanto la presunzione (ex art. 69, D.Lgs. n. 276/2003, ora non più vigente) non era assoluta, ma relativa, sicché gravava sul committente l’onere di provare che il rapporto si era svolto secondo le modalità proprie del lavoro autonomo, prova che nella fattispecie era stata fornita.
Per la Suprema Corte il ricorso principale è fondato. Invero, in tema di contratto di lavoro a progetto, il regime sanzionatorio di cui al previgente art. 69 del D.Lgs. n. 276/2003, pur imponendo in ogni caso l’applicazione della disciplina del rapporto di lavoro subordinato, contempla due distinte e strutturalmente differenti ipotesi:
– rapporto di collaborazione coordinata e continuativa instaurato senza l’individuazione di uno specifico progetto, per cui si realizza un caso di cd. conversione del rapporto “ope legis”, restando priva di rilievo l’appurata natura autonoma dei rapporti in esito all’istruttoria;
– rapporto di co.co.co. instaurato in presenza di uno specifico progetto, per cui giudizialmente è accertata attraverso la valutazione del comportamento delle parti, posteriore alla stipulazione del contratto, la trasformazione in un rapporto di lavoro subordinato in corrispondenza alla tipologia negoziale di fatto realizzata tra le parti (Corte di Cassazione, sentenza n. 12820/2016).
Ancora più specificamente, è consolidato orientamento quello per cui quando un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa sia instaurato senza l’individuazione di uno specifico progetto, non si fa luogo ad accertamenti volti a verificare se il rapporto si sia esplicato secondo i canoni dell’autonomia o della subordinazione.