Gestioni degli artigiani e degli esercenti attività commerciali: rimborsi contribuzione indebitamente vers

Con circolare n. 75/2021, l’Inps fornisce chiarimenti in merito all’applicabilità delle disposizioni di cui all’articolo 2033 c.c. alle ipotesi di versamento alle Gestioni degli artigiani e degli esercenti attività commerciali di somme non dovute a titolo di contributi che non possono essere accreditate sulla posizione assicurativa in virtù delle speciali norme che disciplinano i versamenti effettuati alle Gestioni. Vengono inoltre fornite istruzioni operative per l’esercizio, da parte degli assicurati, del diritto al rimborso di quanto indebitamente versato e per l’individuazione della tipologia contributiva rivendicata, tenendo conto dell’ordinario termine di prescrizione decennale.

La legge 22 luglio 1966, n. 613, avente ad oggetto “Estensione dell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti agli esercenti attività commerciali ed ai loro familiari coadiutori e coordinamento degli ordinamenti pensionistici per i lavoratori autonomi”, prevede, all’articolo 12, che i contributi disciplinati dalla medesima legge, indebitamente versati in qualsiasi tempo, non sono computabili agli effetti del diritto alle prestazioni e della misura di esse e, salvo il caso di dolo, sono restituiti, senza interessi, all’assicurato o ai suoi aventi causa. Tale disposizione ha sostituito quanto previsto dall’articolo 7, ultimo comma, della legge 4 luglio 1959, n. 463, concernente l’estensione dell’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti (IVS) agli artigiani e ai loro familiari.
In nessun caso, quindi, la contribuzione indebitamente versata alle Gestioni autonome può essere oggetto di convalida da parte dell’Istituto ai fini del diritto e della misura delle prestazioni pensionistiche spettanti ai predetti lavoratori autonomi.
Anche la Corte di Cassazione, confermando quest’interpretazione, ha stabilito, con riferimento alla contribuzione indebitamente versata alla Gestione degli artigiani, che l’espresso riferimento al versamento “in qualsiasi tempo” indica l’intenzione del Legislatore di escludere l’applicabilità della sanatoria riguardante i contributi indebitamente versati di cui all’articolo 8 del D.P.R. 26 aprile 1957, n. 818, in ragione delle evidenti diversità esistenti con riferimento agli artigiani (e ai lavoratori autonomi), i quali devono provvedere personalmente a costituire la loro assicurazione IVS e a versare la relativa contribuzione, laddove i lavoratori dipendenti sono parte di un rapporto trilaterale, nel quale è il datore di lavoro il titolare dell’obbligo contributivo e dell’eventuale diritto alla restituzione dei contributi (cfr. Cass. Civ., sez. lav., n. 25488/2007).
Le ipotesi di versamento alle Gestioni degli artigiani e degli esercenti attività commerciali di somme non dovute a titolo di contributi – che non possono essere accreditate sulla posizione assicurativa in virtù delle speciali norme che disciplinano i versamenti effettuati alle Gestioni – sono qualificabili, precisa l’Inps, come indebito oggettivo ai sensi dell’articolo 2033 del c.c. Di conseguenza, il diritto al rimborso di quanto indebitamente versato soggiace all’ordinario termine di prescrizione decennale stabilito dall’articolo 2946 del c.c., valido per tutti i diritti per i quali, come per il caso del diritto alla restituzione dell’indebito, non sia stabilito espressamente dalla legge un termine più breve o l’imprescrittibilità. Pertanto, trattandosi di fattispecie di indebito oggettivo, il diritto al rimborso si prescrive con il decorso dell’ordinario termine decennale previsto dall’articolo 2946 del c.c. e non si dà luogo ad alcun effetto di convalida della contribuzione accertata come indebita.
Sul piano operativo, nelle more del rilascio delle modifiche alla procedura per la gestione dei rimborsi, gli operatori di Sede, dietro domanda di rimborso dell’assicurato, effettuano la produzione del rimborso soltanto per gli importi per i quali non risultino decorsi i termini di prescrizione rispetto alla data dei versamenti associati. Nel caso in cui in procedura risulti l’avvenuta produzione di un rimborso, in data antecedente alla pubblicazione della circolare in commento, anche con riferimento a somme per le quali sia maturata la prescrizione, l’operatore provvederà a effettuare i pagamenti soltanto degli importi per i quali la domanda di rimborso abbia validamente interrotto i termini di prescrizione. Per escludere dal pagamento le somme associate a versamenti prescritti, gli operatori di Sede possono inserire un credito spia di tipo 3.