Gli effetti del regime decadenziale per la presentazione delle domande di CIGO, ASO, CISOA e CIGD


Il termine decadenziale per la presentazione delle domande di CIGO, assegno ordinario, CISOA e CIGD, non deve intendersi in termini assoluti, ma operante solo con riferimento al periodo oggetto della domanda rispetto al quale la decadenza è intervenuta, potendo sempre il datore di lavoro inviare una nuova domanda riferita a un periodo differente o chiedere la revisione del provvedimento di reiezione e l’accoglimento parziale dell’istanza già inviata, limitatamente ai periodi per i quali non risulti operante il richiamato regime decadenziale (Inps, messaggio 21 luglio 2020, n. 2901).


Oltre a stabilire termini di trasmissione più stringenti per l’invio delle istanze, i recenti interventi normativi (art. 1, co. 2, D.L. n. 52/2020) hanno altresì introdotto un regime decadenziale per la presentazione delle domande relative ai trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO), assegno ordinario (ASO), cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA) e cassa integrazione guadagni in deroga (CIGD). Secondo il disposto normativo, infatti, le domande finalizzate alla richiesta di interventi devono essere inviate, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Al fine di consentire un graduale adeguamento al nuovo regime, in sede di prima applicazione, i suddetti termini sono spostati al 17 luglio 2020, se tale ultima data è posteriore a quella prevista per la scadenza dell’invio delle domande. Per le domande riferite ai periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, il termine di invio è stato fissato, a pena di decadenza, entro il trascorso 15 luglio 2020. In ogni caso, i datori di lavoro che hanno erroneamente presentato domanda per trattamenti diversi da quelli cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori o omissioni che ne hanno impedito l’accettazione, possono presentare la domanda nelle modalità corrette entro 30 giorni dalla comunicazione dell’errore da parte dell’Amministrazione di riferimento, a pena di decadenza, anche nelle more della revoca dell’eventuale provvedimento di concessione emanato dall’amministrazione competente.
Tanto premesso, si evidenzia che il suddetto termine decadenziale non deve intendersi in termini assoluti, ma deve considerarsi operante solo con riferimento al periodo oggetto della domanda rispetto al quale la decadenza è intervenuta, potendo sempre il datore di lavoro inviare una diversa domanda riferita a un periodo differente. Pertanto, laddove l’istanza riguardi un arco temporale di durata plurimensile, il regime decadenziale riguarda esclusivamente il periodo in relazione al quale il termine di invio della domanda risulti scaduto.
A titolo di esempio, per una istanza di CIGO relativa a 8 settimane decorrenti dal 6 luglio all’8 agosto, trasmessa oltre il 31 agosto, ovvero oltre l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa, la decadenza riguarda il solo periodo riferito al mese di luglio. Per il periodo dal 1° all’8 agosto, invece, il datore di lavoro può comunque richiedere l’intervento di CIGO attraverso l’invio di una nuova domanda, nel rispetto dei termini previsti.
Le indicazioni trovano applicazione con riferimento ai trattamenti di CIGO, ASO, CISOA e CIGD.
Nelle more dell’implementazione delle nuove funzionalità informatiche, le Strutture territoriali, rilevata la decadenza dell’istanza riferita ai trattamenti, provvedono tempestivamente a respingere la domanda. Le aziende, dal canto loro, possono presentare una domanda con un differente periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa ovvero, in alternativa, tramite il servizio “Comunicazione bidirezionale” del Cassetto previdenziale, manifestare la volontà di chiedere la revisione del provvedimento di reiezione, chiedendo l’accoglimento parziale dell’istanza già inviata, limitatamente ai periodi per i quali non risulti operante il richiamato regime decadenziale. In tal caso, le Strutture territoriali possono, in autotutela e ricorrendone tutti i requisiti, riassumere il provvedimento di reiezione, annullarlo e adottare un provvedimento di accoglimento parziale.
Infine, in relazione ai trattamenti di CIG in deroga per i periodi successivi alle prime 9 settimane, da richiedere all’Inps su domanda dei datori di lavoro, essendo in corso di registrazione il decreto interministeriale di riparto della terza quota di risorse destinate ad alcune Regioni, che hanno dovuto interrompere la decretazione concessoria a causa del raggiungimento dello specifico limite di spesa loro assegnato, il termine di decadenza in scadenza al 17 luglio 2020, deve intendersi riferito ai 30 giorni successivi alla data di pubblicazione del suddetto decreto.
Analogamente, riguardo al trattamento previsto in favore degli sportivi professionisti (art. 98, co. 7, D.L. n. 34/2020), nonché ai trattamenti di CIGD per periodi successivi alle 9 settimane che i datori di lavoro con unità produttive situate in 5 o più regioni (c.d. aziende plurilocalizzate) devono richiedere all’Inps, essendo le procedure informatiche per l’acquisizione delle domande in corso di rilascio, gli effetti del regime decadenziale si considerano operanti decorsi 30 giorni dalle date di rilascio dei nuovi applicativi. In tal senso, deve intendersi modificato il termine di 15 giorni in precedenza comunicato (Inps, messaggio n. 2856/2020).