Indebito oggettivo e decorrenza degli interessi: rileva la buona fede


In tema di indebito oggettivo, la buona fede dell’accipiens al momento del pagamento è presunta per principio, sicché grava sul solvens che faccia richiesta di ripetizione, al fine del riconoscimento degli interessi con decorrenza dal giorno del pagamento stesso e non dalla data della domanda, l’onere di dimostrare la malafede dell’accipiens.

Si controverte il diritto di un datore di lavoro a vedersi conteggiati e corrisposti dall’lnps gli interessi legali sugli importi contributivi indebitamente versati allo stesso Istituto. L’indebito versamento di cui trattasi era scaturito dalla corresponsione di contributi calcolati in base all’inquadramento delle imprese commerciali, in misura maggiore di quella realmente dovuta per effetto dell’accertata sussistenza del diritto della impresa a beneficiare della fiscalizzazione per le grandi aziende industriali del settore manifatturiero. La Corte d’appello territoriale aveva respinto l’impugnazione della società dopo aver rilevato che era corretta la decorrenza degli interessi legali individuata dal primo giudice, in quanto era stato attribuito rilievo alla buona fede dell’Istituto debitore. La società ricorre così in Cassazione, lamentando, in particolare, la sussistenza nell’incarto processuale di atti da cui si rilevava esistenza di un altro giudizio avente ad oggetto proprio la determinazione dell’esatta misura degli interessi, idonei a porre l’Inps in una situazione di malafede.
Per la Suprema Corte il ricorso è infondato. In effetti, il richiamo operato dalla ricorrente all’esistenza del giudicato esterno, all’epoca non ancora definito, non è rilevante, per cui la piena contezza, da parte dell’Inps, della giusta misura degli interessi veniva a realizzarsi solo con la pronuncia successiva della sentenza. Ad essa faceva seguito la diffida che consentiva l’individuazione in maniera incontrovertibile del termine di decorrenza dell’obbligazione relativa al pagamento degli accessori di legge, persistendo fino a quel momento, in mancanza di prova contraria, la presunzione di buona fede della parte tenuta alla restituzione dell’indebito percepito. Tale argomentazione è coerente coi principio già affermato in materia, per cui in tema di indebito oggettivo, la buona fede dell’accipiens al momento del pagamento è presunta per principio generale, sicché grava sul solvens che faccia richiesta di ripetizione dell’indebito, al fine del riconoscimento degli interessi con decorrenza dal giorno del pagamento stesso e non dalla data della domanda, l’onere di dimostrare la malafede dell’accipiens all’atto della ricezione della somma non dovuta.