INPS, proroga della Cig in deroga per le imprese che operano nella aree di crisi complessa


Si forniscono istruzioni sulla proroga delle prestazioni di CIG in deroga per le imprese che operano nella aree di crisi complessa.


In seguito alle modifiche apportate alla legge di bilancio 2018, al fine del compimento dei piani di nuova industrializzazione, di recupero o di tenuta occupazionale relativi a crisi aziendali, è prevista la proroga in continuità, per un periodo massimo di 12 mesi, delle prestazioni di CIG in deroga aventi efficacia temporale entro il 31 dicembre 2016 e durata fino al 31 dicembre 2017. Pertanto, alla luce del nuovo quadro normativo, non si considera più determinante per la legittimità del provvedimento regionale di concessione la data di emanazione del provvedimento medesimo, ma il periodo di concessione della prestazione di CIG in deroga. Le Regioni possono quindi concedere proroghe esclusivamente di provvedimenti i cui trattamenti hanno inizio nell’anno 2016 e durata con effetti per tutto il 2017, cosiddetti “decreti a cavallo”.
Le Strutture territoriali dell’INPS, per i provvedimenti di concessione inviati dalle Regioni con il numero convenzionale “33318” ed emanati dal giorno 10 maggio 2018, dovranno effettuare le seguenti nuove verifiche: a) rispetto del principio della continuità con la sola seguente fattispecie: provvedimenti inviati in “SIP” con numero di decreto convenzionale “33340” (indipendentemente dalla data di emanazione del provvedimento regionale); b) rispetto del periodo di concessione non superiore a dodici mesi per unità produttiva.
Per i provvedimenti di concessione inviati dalle Regioni con numero convenzionale “33318” ed emanati fino alla data del 9 maggio 2018 restano validi i controlli previsti al paragrafo 3 della citata circolare. I suddetti controlli verranno effettuati sulla piattaforma “Sistema Unico” per le prestazioni a sostegno del reddito.
Laddove i controlli restituiscano un esito non compatibile con la concessione dell’integrazione salariale, la Struttura territoriale non potrà emettere l’autorizzazione e dovrà segnalarlo tempestivamente alla competente Direzione regionale per i successivi adempimenti di competenza.