Legge di Bilancio 2021: le novità Iva


La Legge di Bilancio 2021 è intervenuta sul trattamento Iva dei piatti pronti, dei vaccini anti-Covid e dei kit diagnostici, sul contrasto delle fronsi con falso plafond Iva e sulla precompilazione dei documenti Iva (art. 1, co. 40, 452, 453, 1079, 1080, 1081, 1082, 1083, 1106, L. 30 dicembre 2020, n. 178).

Iva sui piatti pronti

La nozione di preparazioni alimentari di cui al numero 80) della tabella A, parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972, deve essere interpretata nel senso che in essa rientrano anche le cessioni di piatti pronti e di pasti che siano stati cotti, arrostiti, fritti oaltrimenti preparati in vista del loro consumo immediato, della loro consegna a domicilio o dell’asporto. Vengono quindi inserite nella nozione di preparazioni alimentari le cessioni di piatti pronti e pasti cotti, arrostiti, fritti o altrimenti preparati per il loro consumo immediato, la consegna a domicilio o l’asporto, con applicazione dell’aliquota Iva del 10% prevista per le prestazioni di servizi di somministrazione di alimenti e bevande.

Trattamento Iva di vaccini anti Covid e kit diagnostici

In deroga a quanto previsto dal Decreto Crescita, le cessioni della strumentazione per diagnostica per COVID-19 e le prestazioni di servizi strettamente connesse a tale strumentazione sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell’imposta, fino al 31 dicembre 2022.


Inoltre, le cessioni di vaccini contro il COVID-19, autorizzati dalla Commissione europea o dagli Stati membri, e le prestazioni di servizi strettamente connesse a tali vaccini sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell’imposta.


In altre parole, viene sancita l’esenzione Iva fino a tutto il 2022, con diritto alla detrazione dell’imposta, per le cessioni di vaccini anti Covid e della strumentazione per diagnostica per Covid-19 nonché per le rispettive prestazioni di servizi strettamente connesse

Contrasto frodi con falso plafond Iva

Ai fini del rafforzamento del dispositivo di contrasto delle frodi realizzate con utilizzo del falso plafond IVA, l’Amministrazione finanziaria effettua specifiche analisi di rischio orientate a bloccare le lettere d’intento rilasciate da falsi esportatori abituali, cioè da soggetti che risultano aver già emesso lettere false sulla base di un plafond fittizio. Qualora vengano riscontrate operazioni fraudolente, al contribuente è inibita la facoltà di rilasciare nuove dichiarazioni d’intento tramite i canali telematici dell’Agenzia delle entrate.


In caso di indicazione nella fattura elettronica del numero di protocollo di una lettera di intento invalidata, il Sistema di interscambio inibisce l’emissione della fattura elettronica recante il relativo titolo di non imponibilità ai fini dell’IVA.

Precompilazione dei documenti Iva

L’Agenzia delle entrate, per la precompilazione dei documenti Iva, si avvarrà, oltre che dei dati rilevati da fatture elettroniche, operazioni transfrontaliere e corrispettivi giornalieri, anche di quelli presenti in Anagrafe tributaria.