Legittima la richiesta di rimborso IVA dell’ex socio di società estinta

Con l’Ordinanza n. 15637/2019, la Corte di Cassazione ha affermato che il contribuente, in qualità di ex socio della società estinta per effetto della cancellazione dal registro delle imprese, ha diritto al rimborso dell’IVA maturato dalla società estinta e non riscosso nella fase di liquidazione.

Nell’ambito di una controversia per il diniego alla richiesta di rimborso del credito IVA, maturato dalla società estinta per effetto della cancellazione dal registro delle imprese, presentata dal contribuente nella qualità di ex socio e nella qualità di ex liquidatore, la Corte di Cassazione ha confermato il diritto a ricevere il rimborso in qualità di ex socio, ma non in qualità di ex liquidatore.
In proposito, i giudici della Suprema Corte hanno precisato che:
– rispetto agli ex soci, qualora all’estinzione della società, di persone o di capitali, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, non corrisponda il venir meno di ogni rapporto giuridico facente capo alla società estinta, si determina un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale: a) l’obbligazione della società non si estingue, ciò che sacrificherebbe ingiustamente il diritto del creditore sociale, ma si trasferisce ai soci …; b) i diritti e i beni non compresi nel bilancio di liquidazione della società estinta si trasferiscono ai soci, in regime di contitolarità o comunione indivisa; in tal caso va dunque affermata la legittimazione attiva dell’ex socio;
– rispetto al liquidatore, invece, la propria attività è confinata alla fase di esistenza della società e, dunque, non si realizza alcuna forma di successione. Anche nel caso della diversa (e opposta) ipotesi della sopravvivenza di obbligazioni tributarie, l’eventuale responsabilità del liquidatore si fonda sulla inosservanza degli obblighi suoi propri attinenti alla fase della liquidazione e non sulla mera qualità di liquidatore. Ne consegue che il difetto di legittimazione attiva alla domanda di rimborso del credito tributario in qualità di ex liquidatore.
Occorre osservare, del resto, che, da un lato, è irrilevante la mancata iscrizione del credito Iva nel bilancio finale di liquidazione, mentre, dall’altro, il diritto al rimborso (insieme al diritto alla detrazione, non esperibile attesa l’avvenuta estinzione della società) assolve alla funzione specifica di assicurare la neutralità dell’IVA. Di conseguenza, ove siano rispettate le condizioni sostanziali, l’eventuale inosservanza di adempimenti che siano meramente formali e la cui assenza non impedisca la prova dei requisiti sostanziali, non può incidere sul riconoscimento del diritto alla detrazione e, correlativamente, del diritto al rimborso.
In tema di legittimazione degli ex soci di società estinta ad agire in relazione a questioni ancora pendenti dopo la cancellazione dell’ente dal registro delle imprese, inoltre, occorre distinguere l’ipotesi che l’ex socio agisca per debito o per un credito della società. In quest’ultimo caso, infatti, pur rimanendo immutato il meccanismo successorio, il fatto che sia mancata la liquidazione di quei beni o di quei diritti, il cui valore economico sarebbe stato altrimenti ripartito tra i soci, comporta soltanto che, estinta la società, si instauri tra i soci medesimi, ai quali quei diritti o quei beni pertengono, un regime di con titolarità o di comunione indivisa, onde anche la relativa gestione seguirà il regime proprio della contitolarità o della comunione, tra cui l’esclusione di ipotesi di litisconsorzio per l’eventualità di azione individuale di uno dei comunisti.