Precisazioni sul rimborso della sanzione amministrativa versata oltre i termini previsti


Si forniscono precisazioni sulla possibilità di rimborso della sanzione amministrativa versata oltre i termini previsti (art. 21, co. 2, D.Lgs. n. 758/1994), cui è seguito decreto penale di condanna.


Secondo la normativa, entro e non oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, l’organo di vigilanza verifica se la violazione è stata eliminata secondo le modalità e nel termine indicati dalla prescrizione. Quando risulta l’adempimento alla prescrizione, l’organo di vigilanza ammette il contravventore a pagare in sede amministrativa, nel termine di trenta giorni, una somma pari al quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa. Entro centoventi giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, lo stesso organo di vigilanza comunica al pubblico ministero l’adempimento alla prescrizione, nonchè l’eventuale pagamento della predetta somma.
Quando risulta l’inadempimento alla prescrizione, l’organo di vigilanza ne dà comunicazione al pubblico ministero e al contravventore entro novanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione.
Orbene, in proposito, occorre precisare che, il pagamento tardivo, non comporta l’estinzione del reato sicché la determinazione della sanzione penale, quale conseguenza dell’affermazione di responsabilità che, rimossa la condizione di procedibilità, deriva dall’esercizio dell’azione penale, resta assoggettata esclusivamente ai criteri di commisurazione della pena previsti dal codice penale, essendo il trattamento sanzionatorio interamente governato dal principio di legalità. E ciò esclude che il giudice possa, in sede cognitiva o esecutiva, operare sostituzioni, fungibilità o compensazioni della pena fuori dai casi espressamente previsti dalla legge. Nel caso di specie, le diverse finalità perseguite dal procedimento amministrativo e dal procedimento penale – essendo l’esaurimento del primo condizione di procedibilità del secondo – e la mancanza di referenti normativi escludono che la sanzione penale, determinata all’esito del giudizio di responsabilità, possa essere compensata con la somma tardivamente corrisposta in via amministrativa, residuando il solo diritto di ripetizione di questa ma non la possibilità di incidere sulla consistenza legale dell’altra.