Presentazione istanze CIGO e ASO, a quali datori di lavoro si applica il termine del 31 maggio


Il nuovo e più ridotto termine di trasmissione delle domande di CIGO e ASO, fissato al 31 maggio 2020, riguarda esclusivamente i datori di lavoro che non hanno mai fatto richiesta di intervento di cassa integrazione ordinaria o assegno ordinario con causale “COVID-19 nazionale” per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che si collocano all’interno dell’arco temporale 23 febbraio – 30 aprile 2020 (Inps, messaggio n. 2183 del 26 maggio 2020)


Come noto, il D.L. Rilancio (D.L. 19 maggio 2020, n. 34) ha previsto, tra le varie disposizioni in materia di lavoro, una serie di modifiche all’impianto regolatorio in materia di integrazioni salariali connesse alla sospensione o riduzione dell’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza epidemiologica. In particolare, l’articolo 68 del Decreto ha modificato i termini di presentazione della domanda di cassa integrazione e di assegno ordinario, disponendo che l’istanza deve essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.
Al fine poi di consentire un più graduale adeguamento ai nuovi e più stringenti termini di trasmissione delle domande, il medesimo articolo ha fissato al 31 maggio il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, introducendo peraltro un meccanismo di penalizzazione per le istanze trasmesse oltre il predetto termine, per cui l’eventuale trattamento di integrazione salariale non può aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione delle medesime.
Tanto premesso, In relazione alla portata della norma, l’Istituto precisa che il nuovo e più ridotto termine di trasmissione delle domande (31 maggio 2020) e la relativa penalizzazione, riguardano esclusivamente i datori di lavoro che non hanno mai fatto richiesta di intervento di cassa integrazione ordinaria o assegno ordinario con causale “COVID-19 nazionale” per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che si collocano all’interno dell’arco temporale 23 febbraio – 30 aprile 2020.