Prestazioni a carico del FIS: l’assegno di solidarietà


In appresso, si analizzano brevemente il campo di applicazione, misura, durata e modalità di richiesta dell’assegno di solidarietà a carico del FIS.


Il FIS può garantire un assegno di solidarietà in favore dei dipendenti di datori di lavoro che abbiano occupato mediamente più di 5 lavoratori nel semestre precedente e abbiano stipulato con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o con le loro RSA ovvero con la RSU, accordi collettivi aziendali che stabiliscono una riduzione dell’orario di lavoro, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso della procedura di riduzione del personale o al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo. Gli accordi collettivi individuano i lavoratori interessati e quantificano la riduzione oraria, fermo restando che essa non può essere superiore al 60% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati. Per ciascun lavoratore, poi, la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro non può essere superiore al 70% nell’arco dell’intero periodo per il quale l’accordo di solidarietà è stipulato. Gli accordi devono anche specificare le modalità attraverso cui, qualora sia necessario soddisfare temporanee esigenze di maggior lavoro, il datore di lavoro può modificare in aumento, nei limiti del normale orario di lavoro, l’orario ridotto. La misura delle prestazioni per le ore di lavoro non prestate è calcolata in modo equivalente a quanto previsto per i trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria e quindi in misura pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese tra le ore zero e il limite dell’orario contrattuale. L’assegno di solidarietà può essere corrisposto per un periodo massimo di 12 mesi in un biennio mobile, calcolando le 103 settimane a ritroso dalla fine della prima settimana di riduzione di orario e verificando se in tale arco di tempo siano state già usufruite 52 settimane di riduzione. Occorre rispettare, comunque, il limite complessivo di 24 mesi in un quinquennio mobile, salvo l’eventualità di ricorso all’intervento che dà luogo alla corresponsione dell’assegno di solidarietà, computato nella misura della metà fino al predetto limite e, per intero, oltre. Per l’ammissione all’assegno di solidarietà, il datore di lavoro presenta in via telematica all’Inps domanda di concessione, corredata dall’accordo sindacale e dall’elenco dei lavoratori interessati alla riduzione di orario, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e dal datore di lavoro, entro 7 giorni dalla data di conclusione di questo. La riduzione dell’attività lavorativa deve avere inizio entro il 30° giorno successivo alla data di presentazione della domanda.