Professionisti, niente IRAP senza i presupposti per l’autonoma organizzazione


Non è soggetto a IRAP il contribuente che impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive (Corte di Cassazione – Sez. VI civ. – Ordinanza 19 dicembre 2017, n. 30397).

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della contribuente, medico di base convenzionato col SSN, avverso la sentenza della CTR, laddove le nega l’annullamento della cartella per il pagamento dell’IRAP non versata.
Col ricorso si censura la sentenza d’appello, laddove stima l’attività della contribuente fornita del requisito dell’autonoma organizzazione per l’utilizzo di due studi professionali, beni strumentali e prestazioni compensate a terzi.
In tema di imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell’autonoma organizzazione, non ricorre quando il contribuente, responsabile dell’organizzazione, impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive.
Per la Suprema Corte, la CTR non ha applicato il suddetto principio.
Dunque, la contribuente può dimostrare in concreto che, per peculiari situazioni e/o specifici bisogni territoriali, utilizzi come studio solo una stanza della propria abitazione e si avvalga poi di uno studio collettivo polifunzionale, del quale è dedotta anche la configurazione in medicina di gruppo.
Sicché all’esito di una compiuta indagine di fatto – nella specie omessa dal giudice d’appello – ben potrebbe emergere l’impiego di beni strumentali globalmente non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività sanitaria, senza superare cioè quella soglia ridotta per l’esonero dalla imposizione fiscale ai fini dell’IRAP.