Redditometro, è richiesta la prova documentale


In materia di redditometro, il contribuente per difendersi dall’accertamento sintetico del Fisco deve fornire idonea prova documentale (Corte di Cassazione – Ordinanza 15 ottobre 2018, n. 25630).

La Suprema Corte accoglie il motivo di ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione della CTR che, in controversia avente ad oggetto l’impugnazione di un avviso di accertamento sintetico—redditometrico, aveva ritenuto che il contribuente aveva fornito adeguata prova, mediante l’esibizione dell’estratto del proprio conto corrente bancario, del possesso di redditi adeguati a giustificare il maggiori reddito accertato sinteticamente, non essendo tenuto, diversamente da quanto sostenuto dall’amministrazione finanziaria, a fornire la prova — comunque data — di come aveva formato la provvista esistente sul predetto conto.
Per la ricorrente la CTR aveva erroneamente ritenuto che a giustificare il maggiori reddito accertato sinteticamente era sufficiente che il contribuente fornisse la prova del possesso di adeguati redditi e «non anche la dimostrazione di come si era formata la provvista».
La Corte di cassazione ribadisce che, in tema di accertamento sintetico del reddito, il contribuente deve dimostrare, attraverso idonea documentazione, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenute alla fonte a titolo di imposta mentre nessuna prova debba dare in ordine all’effettiva destinazione del reddito esente o sottoposto a tassazione separata agli incrementi patrimoniali.