Svolgimento di fatto di mansioni di livello superiore e retribuzione

Lo svolgimento di fatto di mansioni riferite a livello superiore, non include il conseguimento automatico di posizione economica superiore quando il CCNL prevede che ciò avvenga sulla base di criteri oggettivi di selezione (Corte di Cassazione – Sent. 28/9/2021, n. 26274)

E’ quanto ha affermato la Corte di Cassazione con Sentenza n. 26274 del 28 settembre 2021, chiamata a decidere sul caso di un lavoratore dipendente da Ente Pubblico non Economico, che aveva ottenuto nel secondo grado di giudizio, la condanna dell’Inail al pagamento delle differenze retributive maturate in relazione al periodo lavorativo in cui aveva svolto le mansioni proprie dell’inquadramento superiore a quello posseduto.
La Corte Suprema ha accolto il ricorso dell’Inail cassando la sentenza della Corte di Appello impugnata, “escludendo la sussistenza del diritto del lavoratore a vedersi corrispondere il trattamento economico del livello retributivo più elevato avendo svolto di fatto tali mansioni in quanto si deve interpretare la nuova disciplina posta in materia di classificazione del personale dal CCNL di comparto 1/10/2007 (cfr. art. 11 e ss.) nel senso, viceversa disatteso dalla Corte territoriale, per cui i passaggi ai livelli economici successivi avvengono sulla base di criteri oggettivi di selezione, che tengano in considerazione il livello di esperienza maturato, i titoli posseduti e gli specifici percorsi formativi e di apprendimento professionale, così da evitare che il criterio legittimante l’accesso ai livelli di sviluppo economico e come tale destinato a riflettere un più elevato livello qualitativo del lavoro sia dato soltanto dal tempo di permanenza nelle singole posizioni”