Voucher digitalizzazione: nuove risposte dal MISE


Il Ministero dello sviluppo economico, in merito al contributo tramite voucher alle micro, piccole e medie imprese per la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologico, con le FAQ del 16 gennaio 2018 fornisce ulteriori risposte.

Nello specifico:
– possono essere destinatarie del voucher digitalizzazione le imprese costituite in qualsiasi forma giuridica. Pertanto, possono accedere alle agevolazioni anche le reti d’impresa dotate di soggettività giuridica (cd. reti-soggetto) iscritte al Registro delle imprese. Sono invece escluse dalle agevolazioni le reti d’impresa non dotate di soggettività giuridica (cd. reti-contratto);
– in merito alle restrizioni per le aziende che basano la propria attività sull’export di beni e/o servizi, si ricorda che le agevolazioni per la digitalizzazione e l’ammodernamento tecnologico oggetto della domanda di Voucher non possono essere concesse per interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti nazionali rispetto ai prodotti di importazione ovvero per il sostegno ad attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri, ossia per programmi d’impresa direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione all’estero o ad altre spese correnti connesse con l’attività d’esportazione. Non costituiscono di norma aiuti all’esportazione gli aiuti inerenti ai costi di partecipazione a fiere commerciali né quelli relativi a studi o servizi di consulenza necessari per il lancio di nuovi prodotti oppure per il lancio di prodotti già esistenti su un nuovo mercato in un altro Stato membro o paese terzo;
– è possibile per i soggetti beneficiari del Voucher trasferire la sede operativa ove è prevista la realizzazione del progetto. Le eventuali variazioni delle sede operativa intervenute successivamente alla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni dovranno essere tempestivamente comunicate al Ministero dello Sviluppo Economico;
– le licenze d’uso devono prevedere una durata tale da consentire il loro mantenimento nei tre anni successivi all’erogazione del voucher. Rimane ferma la possibilità per l’impresa beneficiaria di sostituire nel corso di detto periodo il software qualora lo stesso risulti obsoleto. In tale ipotesi, l’impresa deve comunque tenere a disposizione la documentazione di spesa degli acquisti effettuati in sostituzione;
– sono sempre escluse dalle agevolazioni le spese relative a:
   * beni e/o servizi non strettamente finalizzati al raggiungimento delle finalità previste dal decreto 23 settembre 2014;
   * beni non nuovi di fabbrica (beni usati e beni rigenerati);
   * beni che costituiscono una mera sostituzione di quelli già esistenti in azienda ovvero, nel caso delle licenze d’uso dei software, un rinnovo di programmi già in uso;
   * soluzioni software non iscrivibili in bilancio tra le immobilizzazioni immateriali;
   * servizi di consulenza specialistica continuativi o periodici o che comportano costi di esercizio ordinari dell’impresa in quanto connessi ad attività regolari quali, a titolo esemplificativo, la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicità;
   * servizi di consulenza e/o formazione erogati, anche parzialmente, in un periodo diverso da quello di svolgimento del progetto;
   * canoni di abbonamento relativi a servizi informatici e software, inclusi quelli relativi all’assistenza, all’aggiornamento dei programmi informatici nonché a soluzioni Software as a Service – SaaS;
   * canoni di noleggio di attrezzature informatiche;
   * beni e/o servizi resi a titolo di prestazione occasionale;
   * commesse interne all’azienda;
   * materiali di consumo;
   * imposte e tasse di qualsiasi genere, compresa l’IVA;
   * canoni di leasing;
– i servizi di consulenza specialistica finalizzati allo sviluppo di siti web possono riguardare anche ambiti diversi di attività “sviluppo di soluzioni di e-commerce”, di cui all’art. 2, co. 2, lett. c), D.M. 23 settembre 2014, a condizione che detta spesa sia riferita ad un progetto che consenta il raggiungimento delle finalità previste dal suddetto decreto;
– non è possibile acquistare i beni e/o i servizi oggetto delle agevolazioni su siti internet specializzati che consentono il pagamento delle spese con modalità diverse da quelle prevista dalla normativa. L’impresa beneficiaria è tenuta ad effettuare i pagamenti delle spese esclusivamente attraverso il conto corrente utilizzato per la rendicontazione del progetto. In ogni caso, i pagamenti dei titoli di spesa devono essere effettuati, attraverso modalità che consentano la loro piena tracciabilità e la loro riconducibilità ai titoli di spesa a cui si riferiscono. In particolare, i soggetti beneficiari sono tenuti a effettuare distinti pagamenti per ciascuno dei titoli di spesa esclusivamente per mezzo di SEPA Credit Transfer con indicazione della causale “Bene acquistato ai sensi del Decreto MISE 23 settembre 2014”;
– in fase di erogazione, sull’importo erogabile del Voucher non è prevista l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%, in quanto l’agevolazione è erogata a fronte dell’acquisto di beni ammortizzabili e in parte con risorse del PON Imprese e competitività;
– nel caso in cui si rendano disponibili delle risorse finanziarie, anche a seguito della rinuncia alle agevolazioni da parte di imprese beneficiarie, tali risorse aggiuntive rientreranno nella disponibilità del Ministero che potrà utilizzarle per il sostegno di nuove iniziative imprenditoriali;
– nel modulo di domanda per definire la dimensione dell’impresa richiedente occorre inserire:
   * periodo di riferimento indicare l’esercizio contabile che risulta, alla data di sottoscrizione della domanda di agevolazione, chiuso ed approvato ovvero, per le imprese esonerate dalla tenuta della contabilità ordinaria e/o dalla redazione del bilancio, l’esercizio contabile per il quale è stata presentata l’ultima dichiarazione dei redditi;
   * fatturato indicare l’importo corrispondente alla voce A.1 del conto economico redatto secondo le vigenti norme del codice civile ovvero, per le imprese esonerate dalla tenuta della contabilità ordinaria e/o dalla redazione del bilancio, l’importo dei ricavi desunto dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata;
   * totale di bilancio indicare il totale dell’attivo patrimoniale. Per le imprese esonerate dalla tenuta della contabilità ordinaria e/o dalla redazione del bilancio la predetta informazione è desunta sulla base del prospetto delle attività e delle passività redatto con i criteri di cui al DPR n. 68974 ed in conformità agli articoli 2423 e seguenti del codice civile;
   * occupati (ULA) indicare il dato riferibile ai dipendenti dell’impresa a tempo determinato o indeterminato, iscritti nel libro unico del lavoro e legati all’impresa da forme contrattuali che prevedono il vincolo di dipendenza, fatta eccezione per quelli posti in cassa integrazione straordinaria. Il numero degli occupati corrisponde al numero di unità-lavorative-anno (ULA), cioè al numero medio mensile di dipendenti occupati a tempo pieno durante un anno, mentre quelli a tempo parziale e quelli stagionali rappresentano frazioni di ULA. In caso di impresa estera il dato si riferisce al numero di occupati che, secondo la normativa vigente nello stato membro di riferimento, hanno un vincolo di dipendenza con l’impresa richiedente.
Si evidenzia inoltre che per le imprese per le quali alla data di sottoscrizione della domanda di agevolazione non è stato approvato il primo bilancio ovvero, nel caso di imprese esonerate dalla tenuta della contabilità ordinaria e/o dalla redazione del bilancio, non è stata presentata la prima dichiarazione dei redditi, i dati da dichiarare sono esclusivamente il numero degli occupati ed il totale di bilancio risultanti alla stessa data di sottoscrizione della domanda di agevolazione.